Buongiorno e un grazie anticipato per la consulenza,
a seguito di una eredità mi sono trovato partecipe di una società immobiliare che possiede uno stabile.
Questa immobiliare possiede quasi tutti gli appartamenti di questo palazzo, le quote sono suddivise in modo paritetico tra 8 soci. L'immobiliare fu costituita ai tempi della costruzione del palazzo stesso, ma a mio avviso al momento attuale non ha ragione di esistere in quanto come leggevo in altri post non sviluppa i volumi che voi suggeriti, non ha intenzione di crescere (nessuno ha capitali da investire per aumentare il patrimonio), inoltre per come viene gestita anche la parte abbattimento costi è quantomeno discutibile
Ora, considerato che i soci si sono "informalmente ripartiti" gli appartamenti quale potrebbe essere il metodo migliore per procedere allo scioglimento della stessa ? E' vero come dice il nostro amministratore che l'unico modo è che i soci acquistino gli appartamenti dalla società e che l'acquisto deve avvenire a valore di mercato, con quindi un esborso da parte nostra che tra parentesi nessuno si potrebbe permettere e delle tasse da parte della società che realizzerebbe la vendita ? Ma così facendo poi la società restituirebbe ai soci quanto ricevuto, purtroppo decurtato delle tasse, in quanto posta in liquidazione. Immagino che il valore dei singoli appartamenti debba essere "di mercato" e non fittizio
Spero di non essere stato troppo confuso
Andrea
a seguito di una eredità mi sono trovato partecipe di una società immobiliare che possiede uno stabile.
Questa immobiliare possiede quasi tutti gli appartamenti di questo palazzo, le quote sono suddivise in modo paritetico tra 8 soci. L'immobiliare fu costituita ai tempi della costruzione del palazzo stesso, ma a mio avviso al momento attuale non ha ragione di esistere in quanto come leggevo in altri post non sviluppa i volumi che voi suggeriti, non ha intenzione di crescere (nessuno ha capitali da investire per aumentare il patrimonio), inoltre per come viene gestita anche la parte abbattimento costi è quantomeno discutibile
Ora, considerato che i soci si sono "informalmente ripartiti" gli appartamenti quale potrebbe essere il metodo migliore per procedere allo scioglimento della stessa ? E' vero come dice il nostro amministratore che l'unico modo è che i soci acquistino gli appartamenti dalla società e che l'acquisto deve avvenire a valore di mercato, con quindi un esborso da parte nostra che tra parentesi nessuno si potrebbe permettere e delle tasse da parte della società che realizzerebbe la vendita ? Ma così facendo poi la società restituirebbe ai soci quanto ricevuto, purtroppo decurtato delle tasse, in quanto posta in liquidazione. Immagino che il valore dei singoli appartamenti debba essere "di mercato" e non fittizio
Spero di non essere stato troppo confuso
Andrea