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Banca d'Italia e Tecnoborsa: il 70% degli agenti si attende una diminuzione dei prezzi delle case
"Più del 70% degli agenti immobiliari si attende una diminuzione dei prezzi delle case. Sono alcuni dei dati principali che emergono dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, realizzato da Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia del Territorio. Al sondaggio hanno partecipato 1.523 agenti, fornendo informazioni sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (aprile/giugno 2012), nonché sulle prospettive del settore. Sono oggetto di indagine le sole transazioni intermediate dagli agenti immobiliari, che si stima ammontino a circa la metà del totale."
Già dal titolo a leggere il testo non si sa quanti siano questi AI che si attendono la riduzione:
il 70 o di più e quanto di più?
se gli AI sono 70.000 i partecipanti al sondaggio rappresentano il 2,2 del totale.
territorialmente non è dato sapere come siano distribuiti ... potrebbero essere tutti a Roma, a Milano, Napoli ...
con queste premesse si espongono i seguenti dati
"In merito alle cause prevalenti di cessazione degli incarichi a vendere, è aumentata la quota di agenzie che segnalano l’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi percepiti come troppo elevati (64,4%, contro il 60,7% dell’inchiesta precedente) e quella di coloro che riportano un tempo troppo lungo trascorso dal conferimento dell’incarico (24,5% contro 22,6%); la percentuale di agenti che segnalano attese di prezzi più favorevoli, pur in lieve aumento, rimane attorno al 20%. Si è invece ridotta la quota di agenzie che indicano proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (dal 53,1% di aprile al 48,4%, il livello più basso da ottobre 2010), e difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei potenziali acquirenti (dal 63,8% al 61,0%).
Nel secondo trimestre del 2012 è ulteriormente salito il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali, al 15,4% dal 14,3% di aprile (era risultato pari a circa il 12% nel secondo trimestre del 2011). L’incremento, che ha riguardato in misura analoga le aree urbane e quelle non urbane, è stato più marcato al Centro, dove la percentuale di sconto ha raggiunto il 16% (dal 14,1% registrato nel sondaggio precedente). Il tempo medio di completamento dell’incarico è aumentato a 8,2 mesi, uno in più rispetto a quanto registrato nello stesso trimestre del 2011 (7,7 mesi lo scorso gennaio). Nelle aree non urbane il tempo medio di vendita di un immobile supera ora di circa due mesi quello necessario in quelle urbane (9 e 7 mesi, rispettivamente).
Si è interrotta in aprile la progressiva flessione della percentuale di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario, tornata sui livelli di fine 2011 (al 64,7%, dal 60,4% registrato nell’inchiesta di gennaio)."
che vengono allargati a tutto il territorio nazionale e, vista l'autorevolezza di chi li ha elaborati, c'è pure chi li prende per oro colato.
Lo stesso sondaggio eseguito in immobilio potrebbe essere più attendibile ma sarebbe meno autorevole ... a meno che ... no, dai, siamo realistici e non montiamoci la testa, non ci riusciremmo mai dovremo (noi, i nostri clienti ed il resto del mercato) continuare a sorbirci queste analisi e su queste fondare prezzi giusti, incarichi coerenti e fare trattative chiare e trasparenti ... mah!
Banca d'Italia e Tecnoborsa: il 70% degli agenti si attende una diminuzione dei prezzi delle case
"Più del 70% degli agenti immobiliari si attende una diminuzione dei prezzi delle case. Sono alcuni dei dati principali che emergono dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, realizzato da Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia del Territorio. Al sondaggio hanno partecipato 1.523 agenti, fornendo informazioni sull’attività di compravendita e sui prezzi nel trimestre di riferimento (aprile/giugno 2012), nonché sulle prospettive del settore. Sono oggetto di indagine le sole transazioni intermediate dagli agenti immobiliari, che si stima ammontino a circa la metà del totale."
Già dal titolo a leggere il testo non si sa quanti siano questi AI che si attendono la riduzione:
il 70 o di più e quanto di più?
se gli AI sono 70.000 i partecipanti al sondaggio rappresentano il 2,2 del totale.
territorialmente non è dato sapere come siano distribuiti ... potrebbero essere tutti a Roma, a Milano, Napoli ...
con queste premesse si espongono i seguenti dati
"In merito alle cause prevalenti di cessazione degli incarichi a vendere, è aumentata la quota di agenzie che segnalano l’assenza di proposte di acquisto a causa di prezzi percepiti come troppo elevati (64,4%, contro il 60,7% dell’inchiesta precedente) e quella di coloro che riportano un tempo troppo lungo trascorso dal conferimento dell’incarico (24,5% contro 22,6%); la percentuale di agenti che segnalano attese di prezzi più favorevoli, pur in lieve aumento, rimane attorno al 20%. Si è invece ridotta la quota di agenzie che indicano proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi dal venditore (dal 53,1% di aprile al 48,4%, il livello più basso da ottobre 2010), e difficoltà nel reperimento del mutuo da parte dei potenziali acquirenti (dal 63,8% al 61,0%).
Nel secondo trimestre del 2012 è ulteriormente salito il margine di sconto dei prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali, al 15,4% dal 14,3% di aprile (era risultato pari a circa il 12% nel secondo trimestre del 2011). L’incremento, che ha riguardato in misura analoga le aree urbane e quelle non urbane, è stato più marcato al Centro, dove la percentuale di sconto ha raggiunto il 16% (dal 14,1% registrato nel sondaggio precedente). Il tempo medio di completamento dell’incarico è aumentato a 8,2 mesi, uno in più rispetto a quanto registrato nello stesso trimestre del 2011 (7,7 mesi lo scorso gennaio). Nelle aree non urbane il tempo medio di vendita di un immobile supera ora di circa due mesi quello necessario in quelle urbane (9 e 7 mesi, rispettivamente).
Si è interrotta in aprile la progressiva flessione della percentuale di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di un mutuo ipotecario, tornata sui livelli di fine 2011 (al 64,7%, dal 60,4% registrato nell’inchiesta di gennaio)."
che vengono allargati a tutto il territorio nazionale e, vista l'autorevolezza di chi li ha elaborati, c'è pure chi li prende per oro colato.
Lo stesso sondaggio eseguito in immobilio potrebbe essere più attendibile ma sarebbe meno autorevole ... a meno che ... no, dai, siamo realistici e non montiamoci la testa, non ci riusciremmo mai dovremo (noi, i nostri clienti ed il resto del mercato) continuare a sorbirci queste analisi e su queste fondare prezzi giusti, incarichi coerenti e fare trattative chiare e trasparenti ... mah!