Stiamo uscendo dal seminato.
Come ho scritto, avere le dichiarazioni di conformità è sempre consigliabile e preferibile nonchè una buona cosa.
Che un immobile non sia in possesso di una dichiarazione di conformità degli impianti non significa automaticamente che non abbia un salvavita o una messa a terra e/o che in sostanza non sia a norma; semplicemente significa che è privo di un documento che ne attesti la conformità.
Così come che un tecnico affermi che l'impianto non sia a norma non significa che le cose stiano effettivamente così; potrebbe essere semplicemente un suo punto di vista.
Credo che anche tu abbia avuto a che fare con elettricisti abilitati che rispetto ad un impianto già realizzato affermino che l'impianto sia a norma e altri che invece affermino il contrario.
A me è capitato più volte, così come mi è capitato di avere a che fare con tecnici che hanno affermato che un impianto non fosse a norma seplicemente per poter rifare l'impianto creandosi un lavoro da eseguire e speculando sull'ignoranza della gente.
Aggiungo che mi è anche capitato di trovare tecnici "compiacenti" disposti a rilasciare un tale certificato per impianti quasi fatiscenti (e probabilmente non anorma) solamente per intascare un'adeguata somma.
Purtroppo in questo nostro Paerse si trova di tutto e basta un pò di pazienza per riuscire ad ottenere in maniera più o meno chiara ciò che serve.
Inoltre, ai fini della legge vigente (in fatto di rilascio di un certificato di idoneità all'alloggio, che è in sostanza il nocciolo del quesito) prevede che i Comuni raccolgano una deterìminata documentazione, tra cui i certificati di conformità degli impianti.
Tali certificati hanno vaidità fintanto che l'impianto non subisce variazioni.
Tuttavia ai fini del rilascio del suddetto certificato, non devono essere stati emessi da oltre 10 anni, altrimenti vanno rifatti e/o integrati con un certificato di "rispondenza dell'impiato" che può essere rilasciato dal tecnico che lo ha realizzato e/o da un terzo, ma ovviamento ha un costo.
Detto e chiarito ciò, ribadisco che è sempre buona norma esserne in possesso (stò parlando dei certificati di conformità).
Parlando ora dello specifico quesito posto dall'utente, come anche in questo caso ho già scritto, si tratta di una necessità specifica e traordinaria dell'inquilino.
Trattandosi di cittadino extracomunitario, evidentemente ha la necessità di ottenere il "certificato di idoneità all'alloggio" per una sua esigenza particolare (ad esempio; rinnovo del permesso del soggiorno, ricongiungimento famigliare, o rinnovo del contratto di lavoro).
Se il contratto di locazione riporta in maniera corretta la specifica che l'immobile è sprovvisto di certificazioni degli impianti, il proprietario non è tenuto a fornirle.
Se invece specifica che gli impianti sono a norma e conformi alle normative, deve invece fornirli.
Nel caso in cui il locatore in maniera avveduta abbia specificato sul contratto che gli impianti sono privi di certificazioni di conformità è in regola con le normative vigenti e esonerato dal dover produrre le suddette certificazioni.
Ovvio che sotto il profilo penale, si assumerà le responsabilità del caso, se dovesse accadere una disgrazia, a lui imputabile e/o di cui sarà ritenuto corresponsabili per la mancanza di impianti a norma di legge.
Per quanto concerne la determinazione del canone di locazione, vorrei chiarire che si tratta di canoni soggetti a libero mercato e/o a libera contrattazione.
Perciò trovo assurdo richiedere la determinazione di un canone già concordato e pattuito "liberamente".
Nessuno ha costretto l'inquilino ad accettare il canone pattuito e nessuno gli ha imposto di prendere in locazione un determinato immobile, ancorchè privo di certificazioni degli impianti.
Ecco perchè se l'inquilino ha una specifica necessità (come in questo caso) deve farsi carico dei costi inerenti al rilascio di certificati che la legge "impone a lui" (in quanto richiedente il rilascio di un certificato di idoneità all'alloggio) di produrli e/o in alternativa a cercare un'altra abitazione idonea.
Aggingo 2 ulteriori considerazioni.
1) Mi domando perchè i cittadini extracomunitari che sono sempre ben informati e assistiti (dalle associazioni sindacali, dalle associazioni di volontariato e da privati cittadini), anche e molto più dei cittadini italiani, non si informino prima di stipulare un contratto di locazione, se vi siano tutti i documenti che gli necessitano e/o che presumibilmente potranno servire in tempi futuri e perchè chi gli fornisce assitenza non li assistano anche in questa fase e non solamente dopo tanto per complicare la vita ai proprietari degli immobili.
Anche in questo caso, dovrebbe infatti valere il principio secondo cui "la legge non ammette ignoranza", in qual principio vale per tutti, italiani e stranieri.
Agire in manire corretta, avveduta e trasparente sin da subito aiuterebbe tutti (inquilini, proprietari e assistenti a vario titolo) a vivere più serenamente, ed eviterebbe tutti i constrasti, gli attriti e le incomprensioni che invece si producono agendo in maniera diversa.
Inutile sparare sentenze a posteriori e gridare allo scandalo.
Inutile affermare che ci si sia approfittati dell'inquilino (della sua ignoranza e del suo stato di bisogno).
Pare piuttosto che si voglia giustificare la superficilità di taluni inquilini (e chi chi li assite a vario titolo) e fornire loro una scusa per aggredire il proprietario dell'immobile bollandolo come approfittatore.
2) A onor del vero (e senza voler fare polemiche di carattere politico) bisognerebbe capire il senso della norma vigente per quanto riguarda il rilascio del certificato all'idoneità all'alloggio.
Tale normativa rientra nella cosiddetta "Bossi/Fini".
In sostanza, in maniera più o meno velata, credo si possa affermare senza ombra di dubbio che il senso della norma sia quallo di scoraggiare i proprietari di immobili dal locarli a cittadini extracomunitari e che si voglia complicare la vita a questi ultimi rendendogli difficile trovare un alloggio adeguato e conseguentemente rendendogli difficile poter rimanere nel nostro Paese.
Infatti non si comprende per quale motivo logico e sensato un cittadino extracomunitario debba possedere un certificato di idoneità all'alloggio, mente un cittadino comunitario e/o italiano non ne abbia bisogno.
Non sarà che per caso, che se un inquilino italiano o comunitario morisse a seguito di un incendio scoppiato a seguito di un corto circuito su un impianto non a norma, avrebbe un peso diverso da uno stesso evento accaduto ad extracomunitario?
Credo di no, poichè tutti indipendentemente dal Paese di provenienza hanno pari dignità e avrebbero diritto a pari trattamento, ma questo nel nostro bel Paese non accade.
Sembra infatti che un extracomunitario abbia diritto a maggiori tutele rispetto ad altri.
Scrivo sembra perchè probabilemnte il vero motivo che sta dietro alla suddetta normativa è quello sopra descritto.
Perciò, anzichè voler colpevolizzare ad ogni costo i proprietari degli immobili (invocando la galera, o sanzioni o rivalutazione del canone pattuito), e anzichè difendere ad ogni costo gli interessi dei cittadini extracomunitari, bisognerebbe rivedere e riscrivere la norma vigente, ovvero ad esempio, prevedere l'obbligo d'essere in possesso per tutti gli immobili delle certificazioni di conformità degli impianti (indipendentemente da chi poi li prenderà in locazione) e/o la non necessità di tali certificazioni (indipendentemente da chi poi li prenderà in locazione).
Solo in questo modo, nel caso specifico, la legge sarebbe uguale per tutti.